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Gli assistenti “smart” per la casa

Gli assistenti “smart” per la casa

Gli assistenti intelligenti controllati dalla voce sono uno dei gadget più richiesti oltre Oceano, ma per vederli anche da noi con frequenza ci vorrà ancora del tempo. Forse qualcosa si muoverà a fine anno, con la stagione delle vacanze natalizie, ma per ora non c’è ancora nulla di certo. A contendersi questo mercato sono principalmente, per ora, Amazon, che con Echo è stata la prima a lanciare uno speaker intelligente, e Google, che con Home ha raccolto la sfida. Se ci trovassimo a vivere negli USA, quindi, dovremmo scegliere tra una o l’altra soluzione. Ma in cosa è migliore uno e in cosa è migliore l’altro? Il fatto che ci siano almeno due prodotti tra cui scegliere è sicuramente una buona notizia per noi consumatori. La concorrenza porta ad abbassare i prezzi e stimola i produttori a realizzare device più funzionali. Negli Stati Uniti sono state lanciate diverse offerte per acquistare Amazon Echo e Google Home a prezzi fortemente scontati. Il prezzo, però, non è sicuramente l’unico parametro da prendere in esame. Ed ecco perché abbiamo voluto verificare in prima persona le funzionalità dei due speaker intelligenti per orientare la nostra scelta non appena i prodotti saranno disponibili anche in Italia.

Primo contatto
A prima vista sembrano delle normali casse Bluetooth. Amazon Echo ha una forma cilindrica più affusolata, è disponibile nelle colorazioni nero e bianco, e presenta nella parte alta due tasti fisici, uno per disabilitare il microfono e uno per l’azione. Il volume si regola ruotando l’anello in alto. Google Home ha un design più moderno, con la base bombata che può essere personalizzata e comandi touch sul pannello superiore: non è il classico speaker insomma. Entrambi gli speaker sono dotati di una serie di microfoni e sono sempre in attesa di ricevere il comando vocale per attivarsi. Per Amazon Echo si deve pronunciare “Alexa”, mentre per Google Home basterà il classico “Ok Google”. A questo punto, utilizzando un linguaggio naturale, si può iniziare a parlare con lo speaker chiedendogli quello che vogliamo. Questi speaker in pratica funzionano come Siri e Cortana, solo che non abbiamo una tastiera o un monitor: l’unico feedback che ritorna indietro è quello della voce del nostro assistente virtuale che si trova dentro lo speaker.

Servizi e funzionalità
Oltre a una serie di servizi comuni, ognuno degli speaker è legato a un account proprietario (di Amazon o di Google) e quindi un parametro iniziale per scegliere lo speaker da acquistare potrebbe essere quale dei due servizi usiamo di più. Se facciamo molti acquisti su Amazon Prime, Echo potrebbe essere la scelta migliore, viceversa se utilizziamo di più i servizi di Google, allora conviene propendere verso Home. Tenendo conto che quasi tutti abbiamo entrambi gli account (Google e Amazon) è opportuno valutare altre caratteristiche dei due device per decretarne il vincitore… e i servizi offerti sono sicuramente un ottimo punto di partenza. Google ha e-mail, calendario, mappe, documenti, il miglior motore di ricerca sulla piazza, la connettività Chromecast e tantissimo altro. Amazon ha un negozio enorme e cloud storage. Entrambi i dispositivi si collegano ai servizi di streaming musicale proprietari o come Spotify. Google Home fornisce un accesso intelligente alla vasta raccolta di servizi di Google.

Google Home visto da vicino
Se per esempio gli chiediamo di dirci gli impegni della giornata, Home recupererà tutti gli appuntamenti da Gmail e Calendar e ci fornirà anche le previsioni meteo senza doverle chiedere separatamente. Se poi gli chiediamo dove è l’appuntamento, saprà anche darci una stima del tempo che ci vorrà per arrivarci. È in grado, insomma, di fornire risposte più contestualizzate perché ha accesso a un numero maggiore di informazioni personali rispetto a Echo. E se abbiamo anche un Chromecast, possiamo dire a Home di inviare contenuti dal telefono o tablet alla TV. Se vogliamo guardare un film, o un programma specifico da Netflix o altri servizi di streaming, se questi funzionano con Chromecast, funzioneranno anche con Google Home.

Impressioni su Echo
Amazon, però, può contare sul fatto che è stata la prima a rendere disponibile il suo sistema di riconoscimento vocale agli sviluppatori, così oggi chiunque può connettere i propri servizi e dispositivi a Echo facilmente. È stata creata un’infrastruttura chiamata Skills che consente di aggiungere tantissime nuove abilità per fare ancora più cose con Echo. È un po’ come installare delle app su un dispositivo mobile, app che consentono di fare un po’ di tutto, come ordinare una pizza, richiedere un passaggio da Uber, tracciare le proprie attività fisiche con Fitbit e altro ancora. È possibile dare un’occhiata a tutte le skills che possono essere abilitate a questo link. Si possono consultare le news del Guardian e di altre testate giornalistiche, controllare gli orari dei treni, fare le ricerche dei voli con Skyscanner, ascoltare ricette di cucina, ordinare del cibo e naturalmente fare ordini su Amazon. Col tempo, comunque, anche Google riuscirà a fornire un numero elevato di servizi terzi come quelli di Amazon. Anche per quanto riguarda la smart-home, Amazon attualmente è avanti rispetto Google. Home supporta i dispositivi Nest ma il numero di quelli compatibili con Echo è impressionante e comprende, oltre Nest, anche Honeywell, Hive, Netatmo, Samsung SmartThings, Tado, TP-Link, Philips, e LIFX.

Un sonoro di qualità
Naturalmente Google Home e Amazon Echo sono anche degli speaker che possono essere utilizzati per ascoltare la musica in streaming da servizi radio o da Spotify. L’altoparlante di Google riproduce un suono migliore ma nessuno dei due può ovviamente rivaleggiare con speaker di fascia alta: gli audiofili dovranno rivolgersi altrove per godersi la musica con una buona qualità.

Attenti alla privacy
Pur essendo sempre in attesa del comando che poi ci permette di chiedergli qualcosa, sia Amazon che Google assicurano che i loro speaker intelligenti iniziano ad ascoltare quello che diciamo solo quando gli diamo il permesso. In altre parole, se non pronunciamo le parole “OK Google” o “Alexa”, possiamo stare tranquilli che le nostre conversazioni private non vengono registrate, o almeno questo è quello che dichiarano i due colossi. Per evitare comunque che possano attivarsi per errore, meglio disattivare il microfono quando non servono: entrambi hanno un pulsante dedicato per farlo.

Conclusioni
Amazon Echo sembra più un dispositivo progettato con l’intento di vendere qualcosa, mentre Google Home ha un’identità più personale, molto più vicina al concetto di assistente personale. Di contro, Amazon ha già disponibile un ecosistema di app enorme, ma Google sta già recuperando terreno in fretta. Dal punto di vista tecnico, Home è un dispositivo più attraente e offre un audio migliore.

Con Easy Control anche Vodafone si rivolge ai possessori di dispositivi smart. Si tratta infatti dell’offerta dedicata alla SIM inserita nei device intelligenti per poterli gestire al meglio. Easy Control fornisce 50 minuti, 100 SMS e 200 MB in 4G ogni 4 settimane per i propri sistemi di antifurto, domotica, localizzazione e monitoraggio remoto. In più 1 SMS gratuito informerà l’utente ogni 2 settimane indicando il credito e il traffico residui. Il costo di Vodafone Easy Control viene addebitato anticipatamente e si rinnova in automatico ogni 4 settimane.

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